ALL'ORIENTAMENTO SPUNTA LA LEZIONE DI MANGANELLATE
Alcuni studenti del liceo Fermi di Genova sono stati portati all'Expo Training di Milano ed è lì che una di loro ha visto la fila per fare pratica con l'arma. La 18enne ha raccontato tutto a Repubblica e anche i sindacati si sono esposti: «Una vergogna, è gravissimo».

All’Expo Training 2024 di Milano, durante le ore di orientamento a cui hanno partecipato studentesse e studenti di diverse scuole superiori, c’è stata anche la lezione di manganello. A denunciarlo sono stati alcuni alunni di una classe del liceo Fermi di Genova, portati in visita a Milano perché ad alcuni mancavano ore di Pcto, l’ex alternanza scuola-lavoro. A riportarlo è Repubblica, che ha raccolto la testimonianza di una studentessa 18enne. La giovane ha raccontato che a studenti di ogni età, anche minorenni, è stata fatta fare pratica su come e dove colpire con il manganello. Una «dimostrazione pratica della violenza, sdoganata come nulla fosse», secondo gli alunni, che hanno ricevuto il sostegno dei sindacati.
Il racconto della 18enne: «C’erano bambini delle medie»
La 18enne intervistata da Repubblica ha raccontato: «Saltava immediatamente agli occhi che c’erano quattro banchetti minuscoli dedicati alle università e invece un corridoio gigantesco pieno di stand delle forze dell’ordine: polizia, agenti penitenziari, aeronautica militare. Insieme ad altri miei compagni a un certo punto sentiamo dei colpi sordi all’inizio non ho capito cosa fossero, perché c’era la coda davanti a quello stand. Poi ho visto: era una dimostrazione pratica di come usare il manganello su un’altra persona. Spiegava proprio i punti dove colpire. E gli studenti, anche bambini delle medie, colpivano. Ma che insegnamento è?».
La studentessa: «Uno si vantava di aver usato la pistola»
E il racconto non è finito: «Un altro stand con la fila per accedere era quello della polizia penitenziaria, con una gabbia dove studenti e studentesse provavano a entrare. E poi, alcuni agenti facevano battute sgradevoli. Io e tre mie amiche ci siamo messe a parlare con un carabiniere, giovane, di 24 anni. Raccontava come fosse anche divertente usare il taser. Diceva: non ditelo, ma le persone si frizzano! Io ero scioccata. Si vantava di aver usato la pistola, di averla puntata. E poi faceva anche allusioni sessuali parlando di manette e manganello». Dal canto suo, il dirigente scolastico ha spiegato al quotidiano che sta «raccogliendo io stesso gli elementi e preferisco attendere prima di fornire informazioni».
Il sindacato: «Vergognoso e grave»
Anche la madre di uno degli studenti ha protestato: «I ragazzi si sono svegliati alle cinque del mattino per andare a fare questa attività, e noi genitori non siamo stati informati dei contenuti. Ma stiamo scherzando? È istigazione alla violenza. Non si rendono conto che la scuola deve promuovere ben altri principi e che può essere pericoloso?». E la segretaria di Flc Cgil di Genova, Elena Bruzzese, ha criticato l’Expo: «Allucinante. Vergognoso in generale, e ancora più grave che avvenga nella scuola pubblica di uno stato democratico, mentre ci sono guerre e tensioni umanitarie ovunque. E aggiungo anche un’altra riflessione: tutto questo nasce perché mancavano delle ore di Pcto agli studenti. È proprio per questo che non devono essere obbligatorie: perché può capitare che per completarle le scuole mandino gli studenti a iniziative scelte con superficialità. E poi ci si ritrova davanti a questo spettacolo».
Redazione
31/10/2024
Lettera 43 (https://www.lettera43.it )